Stamattina stavo bevendo la mia spremuta al bar sotto casa, quando è entrata la signora Franca. Avrà avuto circa ottanta, forse ottantacinque anni. Camminava lenta, come chi la maggior parte dei passi se li è già lasciati alle spalle, con la schiena di chi ha lavorato duramente per anni e con lo sguardo di chi ha visto il mondo cambiare.
La signora Franca ha appoggiato il bastone al tavolino, si è tolta il cappotto, il berretto elegante che portava in testa, e con calma è andata al banco e ha ordinato un cappuccino e una brioche. Mentre aspettava è andata a sedersi, forse conscia del fatto che la gentile barista le avrebbe portato la colazione al tavolo.
Io l’ho osservata molto, indiscreta, non sono riuscita a staccarle gli occhi di dosso.
Avevo la curiosità di guardarla, osservare i suoi gesti, provare a capirle gli occhi.
Una donna d’altri tempi, che avrebbe potuto essere la mia nonna, se solo lei non si fosse chiusa in casa da anni e avesse abbandonato l’idea di vivere in un modo degno di questo nome. La signora Franca non sembrava essersi arresa alla vita.
Non ho potuto fare a meno di notarle la fede al dito, ma allo stesso tempo uno sguardo perso nel vuoto. Il mio cuore ha captato che suo marito non ci fosse più, ma che lei mantenesse questa buona abitudine per entrambi.
La domenica mattina, colazione al bar. 🥐

Cosa poteva averla spinta a fare quella fatica fisica, trascinarsi fuori dal caldo appartamento, vestirsi di tutto punto e coprirsi mani e collo con lana pesante, affrontare il freddo per arrivare fino al bar e ordinare la sua colazione?
Cosa poteva averla motivata, se non la promessa al suo amore di una vita?
Ho immaginato le parole del marito, che le fa promettere di non perdere mai l’abitudine della colazione al bar di domenica, una delle routine più belle che avevano costruito negli anni dopo che i figli se n’erano andati di casa. E così Franca aveva fatto, l’aveva promesso al marito e ogni domenica scendeva puntuale per il cappuccino e la brioche al bar.
Lo faceva per lei, per la sua fedele promessa, lo faceva per lui, perché la vedesse dall’alto e continuasse a sorridere e a dirle che doveva smettere di prendere il cappuccino con “tutto quello zucchero”, che era già dolce abbastanza. ☕
Lo faceva perché una promessa è sempre una promessa,
e questa era la loro promessa d’amore.

Guardai la signora Franca e provai un’immensa malinconia.
Ho spesso malinconia per cose che non sono successe, per cose che invece sono già passate, e poi ho spesso malinconia per sentimenti ed emozioni che non sono le mie.
Ebbi immensi picchi di malinconia ad immaginare la vita della signora Franca e di suo marito. Mi chiesi se erano stati felici, se lei si svegliava triste la mattina da quando lui non c’era più, se metteva ancora due tovaglioli quando apparecchiava la tavola.
Ma poi pensai che per lei il marito c’era ancora, era lì, seduto a fianco lei anche ora.
Lo capii quando guardai il piattino del cappuccino. Aveva preso tre bustine di zucchero, ma ne aveva messa solamente una.